Quanto sta contribuendo l’Italia, nel Pianeta, alla rivoluzione necessaria per abbassare le emissioni? E quanto, realmente, sta lavorando per la transizione energetica? Ciò che il Paese fa è sufficiente e soprattutto è conveniente anche economicamente?
Domande che - nella Giornata mondiale della Terra - trovano una prima risposta dal 7° rapporto di Italy for Climate, che attraverso dieci indicatori fotografa un’Italia ferma, in cui le emissioni calano poco, cresce la dipendenza energetica, le rinnovabili frenano rispetto al passato e i rischi climatici invece aumentano.
Nel report del centro studi della Fondazione Sviluppo Sostenibile viene infatti raccontata una Italia dove le emissioni di gas serra crescono del +0,2% e in cui, nonostante la positiva crescita del solare, siamo fanalino di coda nell’Ue per installazioni di nuove rinnovabili (ben dietro a Germania e Spagna) restando così sempre fortemente ancorati al fossile e vincolati ai mercati e alle tensioni geopolitiche internazionali dato che al 74% dipendiamo da altri Paesi per le importazioni di combustibili come petrolio o gas. In pratica, “non stiamo costruendo un futuro”, racconta a Green&Blue - commentando i dati del rapporto Italy for Climate visionato in anteprima - l’ex ministro dell’Ambiente Edo Ronchi, oggi presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile.







