Fa male, viste le enormi potenzialità del nostro Paese, osservare sempre la stessa fotografia: l’Italia potrebbe essere un grande hub delle rinnovabili in Europa, invece è ferma. Tutto intorno, altre realtà come Spagna, Germania ma anche Francia, al contrario avanzano: sia nelle nuove installazioni sia nell’elettrificazione (anche nell’auto) mentre noi, tra comunità energetiche arenate nella sabbia della burocrazia, territori che si oppongono a eolico e solare e promesse future (come il nucleare), restiamo quasi immobili. Questo, in sostanza, è il quadro che esce dal settimo rapporto di Italy for Climate di Fondazione Sviluppo Sostenibile che traccia, attraverso i dati del 2025, dieci indicatori che permettono di comprendere come l’Italia sta affrontando la transizione energetica, quali sfide si ritrova davanti e anche qual è il nostro contributo nella lotta alla crisi climatica.

Un Paese in “stand-by”

Secondo il report, nonostante segnali incoraggianti come la crescita del solare, l'Italia appare “in stand-by mentre il mondo si trasforma intorno a lei: le rinnovabili frenano, le emissioni non calano e, nel frattempo, la dipendenza energetica cambia faccia — con l’arrivo degli Usa tra gnl e petrolio — creando rischi nuovi, non solo climatici ma anche geopolitici. Se il Paese non è fermo, sicuramente non sta accelerando: la crisi climatica diventa così anche una crisi di sicurezza nazionale” sottolineano da Italy for Climate.