L’intervento di Nicola Monti «La transizione energetica è via di crescita economica» su Il Sole24Ore dello scorso 11 ottobre è davvero stimolante, per non coglierne l’importanza e la forza.
La sintesi è ben riassunta nella parte conclusiva: «l’Italia ha l’opportunità e le competenze per trasformare il percorso sfidante della transizione energetica in un percorso di sviluppo economico per tutto il Paese, adottando un approccio sistemico e programmatico di politica industriale che acceleri lo sviluppo delle tecnologie esistenti, costruisca le basi per lo sviluppo di tecnologie emergenti e valorizzi le opportunità di sviluppo di partnership tecnologiche in ambito europeo».
Unitamente alla necessità di “contenere il costo complessivo dell’energia pagato dai clienti finali e sostenuto dal sistema Paese”.
Le stesse questioni dibattute nell’evento di apertura “Tutto è energia ed è solo questo che conta” della Mostra Internazionale dell’Industria Cartaria lo scorso 8 ottobre a Lucca, grazie agli interventi del Ministro Pichetto Fratin, del viceministro Valentini, del Presidente Arrigoni del GSE con il coinvolgimento anche di Edison (non a caso).
L’energia è il fattore produttivo decisivo per la competitività del Paese e dell’industria italiana. Difficile non essere d’accordo su questo.







