Roma, 5 dic. (askanews) – Governare la transizione energetica, garantendo indipendenza all’Europa nel suo percorso di sostenibilità climatica, ma al tempo stesso mitigando l’impatto degli “Ets”, i sistemi di scambio sulle quote di emissioni che, così come sono stati disegnati, rischiano di colpire duramente le spese delle famiglie e ancor di più quelle delle imprese. È stato il tema affrontato ieri durante una conferenza organizzata alla Camera dei deputati.
Una occasione di confronto tra esponenti delle istituzioni e delle aziende, dalle quali sono giunti pressanti appelli ad intervenire. Come nel caso dall’industria di cemento e calcestruzzo: a lanciare il richiamo il presidente di Federbeton, Stefano Gallini.
“In questo momento l’industria è sotto attacco. Sotto attacco da materiali prodotti all’estero, l’Italia è posizionata in mezzo al Mediterraneo, è un mercato competitivo, di fronte a noi abbiamo Africa e Turchia che ovviamente ci vedono come una opportunità per esportare i loro prodotti. Le industrie europee e l’industria italiana sono chiamate, sia per regole che per volontà, soprattutto a investire in sostenibilità e decarbonizzazione, che ovviamente portano con sé investimenti e costi operativi. Il Cbam, che è il Carbon border adjustment mechanism, sarebbe almeno un meccanismo per cercare di compensare quello che le imprese italiane e europee stanno affrontando e che invece i paesi esportatori, Nord Africa e Turchia, soprattutto non sempre condividono. Non condividono le strategie, non condividono gli obiettivi, non condividono soprattutto gli investimenti”.







