La transizione ecologica continua a rappresentare un obiettivo condiviso, ma quando si confronta con il peso delle bollette e con l'incertezza dei mercati energetici, le priorità degli italiani cambiano. È questo il quadro che emerge dal nuovo Focus Censis–Confcooperative "Primum vivere: il pragmatismo energetico degli italiani", un'indagine condotta su un campione rappresentativo di mille famiglie che fotografa un Paese sempre più orientato a privilegiare la sicurezza energetica e la sostenibilità economica rispetto alle contrapposizioni ideologiche sulle diverse fonti di approvvigionamento.

I numeri

Il dato forse più significativo riguarda la disponibilità degli italiani a tenere aperte contemporaneamente tutte le opzioni. Se da un lato oltre otto famiglie su dieci chiedono di accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili, dall'altro più della metà si dichiara favorevole alla realizzazione di centrali nucleari di nuova generazione. Quasi una famiglia su due, inoltre, accetterebbe anche il ritorno del gas russo se questo contribuisse a ridurre il costo dell'energia. Perfino il carbone, simbolo delle fonti fossili più inquinanti, torna a essere considerato da una parte dell'opinione pubblica come una soluzione estrema in caso di necessità.