Una straordinaria ondata di caldo torrido, con temperature che hanno sfiorato i 43 °C, ha colpito duramente la Francia, costringendo il colosso energetico Edf (Électricité de France) a correre ai ripari. Dalla notte tra lunedì e martedì è stato spento il reattore nucleare da 1,3 GW di Golfech 2, ma come resoconta l’agenzia specializzata in questioni energetiche Montel, sono adesso ben tre i reattori che hanno ridotto la produzione. Questa situazione climatica estrema ha infatti costretto Edf a effettuare un taglio immediato di circa il 6% della capacità nucleare complessiva del Paese, portando la riduzione totale a quota 4 GW. Le centrali termonucleari transalpine dipendono fortemente dai corsi d’acqua interni per i loro sistemi di raffreddamento, un meccanismo che entra in grave sofferenza quando il termometro sale oltre i livelli di guardia stagionali.
La ragione principale di queste repentine limitazioni risiede nelle rigide normative ambientali che tutelano la flora e la fauna dei fiumi francesi, in particolare lungo i bacini del Rodano e della Garonna. Quando l’acqua fluviale viene prelevata per raffreddare i reattori, viene successivamente reimmessa nel flusso a una temperatura superiore. Se il fiume è già surriscaldato dall’afa, lo scarico termico rischia di devastare l'ecosistema acquatico. Per evitare questo disastro ecologico, la legge impone a Edf di ridurre la potenza o spegnere gli impianti.












