L’ondata di calore precoce e intensa che sta colpendo l'Europa occidentale ha fatto scattare un allarme all’interno del sistema energetico della Francia, accendendo i riflettori sulla fragilità della sua colonna vertebrale produttiva. Il colosso energetico francese Edf (Électricité de France) ha infatti diffuso un avvertimento formale a istituzioni, cittadini e mercati circa il rischio imminente di una riduzione della produzione di energia elettrica derivante dal suo parco nucleare. Al centro della criticità c’è il rapido surriscaldamento del fiume Rodano, le cui acque sono fondamentali per alimentare i sistemi di raffreddamento di diversi grandi impianti situati nel sud-est della Francia. La notizia ovviamente è tutt’altro che di poco conto, tanto che in questi giorni se ne stanno occupando agenzie specializzate in energia come Montel, altre con focus su tematiche economiche e finanziarie come Bloomberg, oltre ovviamente agli organi d’informazione francese.

Le restrizioni operative delle centrali nucleari e i tagli di potenza annunciati da Edf colpiranno in modo particolare, a partire da questi giorni, i siti nucleari di Saint-Alban e di Bugey, proprio a causa delle previsioni meteorologiche che vedono le temperature fluviali destinate a impennarsi ulteriormente. Dal 2006 la legislazione d’Oltralpe impone infatti limiti severissimi alla temperatura delle acque che le centrali possono riversare nei fiumi, una misura indispensabile per tutelare gli ecosistemi e la fauna ittica dall’impatto termico. Di conseguenza, Edf si trova oggi di fronte al classico dilemma estivo: ridurre la potenza generata per non violare i parametri ambientali, oppure sperare in deroghe eccezionali da parte dell’Autorità per la sicurezza nucleare per scongiurare il rischio di blackout.