La nuova ondata di calore estremo che si appresta a colpire l’Europa occidentale, con la Francia come epicentro e temperature pronte a superare di circa 8°C le medie stagionali, sta mettendo a dura prova non solo il settore dell’agricoltura, che Oltralpe è alle prese anche con una perdurante scarsità di piogge e una rischiosa siccità, ma anche la tenuta del sistema energetico continentale. Questo secondo picco termico estivo fa seguito a una prima fase acuta che ha già fatto registrare record storici eccezionali, come i 44 gradi in territorio francese e gli oltre 41 gradi in Germania. Gli esperti interpellati dall’agenzia specializzata Montel avvertono che la persistenza di queste anomalie meteorologiche è favorita da particolari strutture atmosferiche che tendono a cronicizzare il caldo opprimente, acuendo il surriscaldamento dei principali corsi d’acqua europei come il Reno e il Rodano. Il fenomeno, secondo gli scienziati, rappresenta una chiara manifestazione del cambiamento climatico in atto, che si esprime con manifestazioni sempre più frequenti, intense e durature, destinate a ripetersi.

Al centro della crisi si trova la flotta nucleare della Francia, che come il nostro giornale ha segnalato nei giorni scorsi di fronte alle prime chiusure, è strutturalmente vulnerabile in quanto due terzi dei suoi 57 reattori dipendono proprio dall’acqua fluviale per i processi di raffreddamento termico.