Rodano e Garonna sotto stress, centrali a rischio taglio e una lezione molto concreta sulla sicurezza energetica

@Wikimedia Commons

In Francia, questa settimana, il termometro da guardare sta anche dentro i fiumi. Rodano e Garonna, due corsi d’acqua che di solito restano sullo sfondo delle mappe, sono finiti nel punto più delicato del sistema elettrico francese: l’acqua usata per raffreddare alcune centrali nucleari sta diventando troppo calda.

EDF, l’operatore pubblico che gestisce il parco nucleare del Paese, ha segnalato possibili riduzioni di produzione nei prossimi giorni per gli impianti di Golfech e Blayais, sul sistema della Garonna, e per Bugey, sul Rodano. Un avviso già emesso per Saint-Alban, sempre sul Rodano, è stato aggiornato con possibili effetti dal 23 giugno. Secondo i dati di mercato, anche Cruas, Tricastin, Chooz e Nogent potrebbero avvicinarsi alle soglie termiche previste per i rispettivi siti.

Il motivo sta nel funzionamento stesso delle centrali. Una centrale nucleare ha bisogno di acqua per produrre il vapore che muove le turbine, raffreddare gli impianti, alimentare alcune riserve di sicurezza e servire i circuiti antincendio. EDF spiega che l’acqua prelevata da fiumi, mare o falde viene usata secondo regole precise per ogni impianto, controllata e poi restituita all’ambiente naturale. Nei siti fluviali, anche quando sono presenti sistemi di raffreddamento, l’acqua rientra comunque più calda rispetto al prelievo. Per questo esistono limiti fissati dalle autorità, con controlli su temperatura, scarichi e impatto sugli ecosistemi acquatici. EDF indica anche che il 98% dell’acqua prelevata viene restituito alla fonte.