La Francia è tormentata dal caldo torrido. La morsa dell'anticiclone africano sta mettendo in ginocchio l'intero Paese, costretto a ricorrere a misure di sicurezza estreme pur di combattere l'asfissiante afa. Ripercussioni sul sistema energetico, disagi nella scuola, nella sanità e nella sicurezza pubblica sono solo alcune delle conseguenze delle temperature estreme degli ultimi giorni, che non hanno alcuna intenzione di diminuire nel prossimo periodo. Tre reattori nucleari fermati, più di 3.500 istituti scolastici chiusi, malori e morti per una Francia stremata dalla «canicule». Il governo francese ha attivato il più alto livello di mobilitazione sanitaria.

Piano sanitario al massimo livello L'emergenza caldo ha costretto il premier francese Sébastien Lecornu all'attivazione del piano Orsan al livello 3: il più alto grado di mobilitazione sanitaria. Il livello 2 è andato operativo già nei giorni precedenti, ma il peggioramento delle condizioni ha spinto le autorità francesi ad alzare ulteriormente la soglia di allerta.Tre centrali nucleari chiuse Edf, il gestore elettrico francese, è nella morsa del caldo e quasi totalmente limitato nelle sue azioni. L'obbligo di 28 gradi per l'acqua dei fiumi utilizzata come liquido di raffreddamento dei reattori è un vincolo inderogabile che le centrali sono chiamate a rispettare. Altrimenti si rischierebbe il disastro ambientale. Dopo la recente sospensione della Golfech 2, hanno interrotto la loro funzione anche Bugey e Nogent-sur-Seine. Cali di produzione previsti, quindi, nelle aree centrali del Paese, con la situazione destinata a peggiorare se le temperature non miglioreranno.Scuole chiuse Secondo quanto riferito dal ministro dell'Istruzione francese, Edouard Geffray, a France 2, circa 3.500 istituti scolastici sono rimasti chiusi, mentre altri 10.000 hanno modificato gli orari delle lezioni, concentrandole soprattutto nelle prime ore del mattino. Misure cautelative, quindi, prese per preservare la salute dei bambini, tra i soggetti più esposti al rischio del grande caldo insieme agli anziani.Morti tre bambini intrappolati nelle auto Il caldo ha purtroppo anche portato a diverse tragedie. Un bambino di 3 anni sarebbe infatti deceduto a Parigi dopo essere sfuggito al controllo dei genitori ed essersi infilato nella macchina di famiglia, rimasta aperta. Il bambino è rimasto poi intrappolato nel veicolo, senza trovare una via d'uscita. La madre, in stato di shock, è stata ricoverata in ospedale, mentre la procura di Enghien-les-Bains ha aperto un’inchiesta per omicidio involontario.Episodi analoghi anche a Carpentras, dove altri due bambini erano stati trovati privi di sensi nell’auto di famiglia, parcheggiata nel garage di casa nel quartiere Bois de l’Ubac. Secondo le prime ricostruzioni, i due sarebbero rimasti intrappolati dentro la macchina, diventata rovente in pochi minuti. Non è ancora chiaro come siano entrati nel veicolo né per quanto tempo vi siano rimasti, ma le prime testimonianze suggeriscono che siano saliti a bordo all’insaputa della madre, 33 anni. I soccorritori, all'arrivo, hanno tentato la rianimazione, ma era troppo tardi.Parigi, l’allarme per i tuffi nel Canal Saint-Martin Il caldo sta creando problemi anche nella capitale. Il sindaco di Parigi, Emmanuel Grégoire, ha invitato la popolazione a non tuffarsi dai ponti del Canal Saint-Martin, aperto alla balneazione dalla settimana scorsa proprio per offrire un po’ di sollievo durante l’ondata di calore. Secondo il sindaco, ci sarebbero stati una cinquantina di feriti, anche se nessuno in modo grave, tra le persone che si sono tuffate dai ponti del celebre canale parigino. «Se diciamo che non bisogna tuffarsi dai ponti è perché c’è un rischio statistico», ha avvertito Grégoire, invitando tutti alla prudenza. L’appello è rivolto soprattutto ai più vulnerabili, ma anche ai giovani. «Non bisogna pensare di essere onnipotenti e lo dico, in particolare, ai giovani. Ieri, alle 19:30, ho visto un centinaio di persone che facevano jogging. Francamente, non è responsabile», ha ammonito il sindaco, invitando la popolazione a fare «qualche giorno di pausa dallo sport».