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Le avevano cercate per giorni. Le due sorelle minorenni, allontanatesi dalla comunità educativa di Civitella Alfedena, in provincia dell'Aquila, erano poi state rintracciate dai carabinieri a Formia, sul litorale laziale, al termine di un blitz che aveva posto fine a ore di apprensione. Ora, a distanza di settimane da quella vicenda, è arrivato il pronunciamento del tribunale che ne ridisegna il quadro giuridico e familiare in modo sostanziale.

Il Tribunale di Cassino ha depositato, lo scorso 28 maggio, un provvedimento con cui ha dichiarato la decadenza dalla responsabilità genitoriale nei confronti della madre delle due bambine. Una decisione netta, motivata con dovizia di argomenti e fondata su un'istruttoria che i giudici definiscono “ampia”, condotta nel corso di mesi attraverso strumenti tecnici e amministrativi di diversa natura.

A sostenere il provvedimento non vi è un'unica fonte, ma una convergenza di accertamenti: una consulenza tecnica psicologica disposta d'ufficio dal tribunale, le relazioni redatte dai servizi sociali del Comune di Minturno, in provincia di Latina, e quelle prodotte dall'azienda sanitaria locale competente per territorio. Un quadro composito, che nel suo insieme ha restituito ai giudici l'immagine di una situazione familiare segnata, nel tempo, da quello che il collegio definisce un insieme di “condotte manipolative e disfunzionali” riconducibili alla figura materna.