Roma, 24 giu. (askanews) – Almeno 15 regioni della Russia hanno imposto restrizioni alla vendita di carburante a causa della crisi petrolifera provocata dalla carenza di benzina e gasolio.
Secondo quanto riferiscono i media ucraini, le restrizioni sulla vendita di carburante hanno già colpito il distretto autonomo di Khanty-Mansi, la principale regione produttrice di petrolio della Federazione Russa, da cui viene estratto circa il 40% di tutto il petrolio russo. In quest’area, le stazioni di servizio Gazpromneft e Lukoil erogano carburante nei serbatoi delle auto solo con un limite massimo di 40 litri di benzina e 80 litri di gasolio a persona.
Limiti simili e il divieto di rifornimento in taniche sono stati introdotti anche nelle regioni di Belgorod, Bryansk, Kursk, Tyumen, Novosibirsk, Saratov, Penza, Omsk, Voronezh e Murmansk, nonché nel Territorio di Krasnoyarsk. Le autorità regionali giustificano tali misure con la necessità di “prevenire carenze artificiali” e “una domanda eccessiva”.
Il media ucraino Ukraniska Pravda, riferisce che nella regione di Irkutsk, sono state imposte restrizioni ad alcune stazioni di servizio, e alcune di esse hanno cessato completamente l’attività. Il governatore della regione, Igor Kobzev, inizialmente ha ammesso sul suo canale Telegram che la carenza era stata causata da attacchi di droni delle forze armate ucraine contro impianti di raffinazione petrolifera russi, ma in seguito ha modificato il post rimuovendo tale riferimento.











