Dai post del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (“Il riscaldamento globale, che grande bufala”), alle massime del vicepremier Matteo Salvini (“Fa caldo, è luglio”). Passando attraverso le indimenticabili parole pronunciare dal senatore di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, dopo l’alluvione che colpì l’Emilia-Romagna. Bilancio complessivo: 17 vittime, oltre 36mila sfollati e danni tra gli 8,5 e i 10 miliardi di euro. Ma per Malan era “tutto già visto”. Da ricordare anche lo scambio di battute andato in onda nel 2023 tra l’ex conduttore di Rete 4, Andrea Giambruno, all’epoca anche compagno di Giorgia Meloni, e Vittorio Feltri: “Direttore, la notizia, ammesso che tale sia, è che a luglio fa caldo e probabilmente a dicembre nevicherà”. Dal 2024, poi, dopo altre devastanti alluvioni, milioni persi a causa della siccità e dei raccolti andati persi, si sono tutti – o quasi – dati una regolata, passando dal negazionismo della prima ora al neonegazionismo, incentrato sul contestare costi e tempistiche delle politiche di transizione ecologica. Chissà cosa pensano davvero, però, negazionisti e neonegazionisti delle temperature di questi giorni. Non solo in Europa. Negli Usa le ondate di calore intense minacciano oltre 150 milioni di persone. È tutto già visto? Continua a non esserlo per la scienza. La piattaforma scientifica internazionale ClimaMeter calcola che, a causa delle emissioni di gas serra, le temperature associate all’attuale configurazione meteorologica sono di circa 2-4 °C più elevate di quanto sarebbero state in condizioni meteorologiche simili durante la seconda metà del XX secolo. A Parigi, si stimano circa 2,4 °C in più, a Milano +3,8 °C e a Saragozza +4 °C. Questo dice la scienza, qualsiasi cosa postino Trump o Salvini. Ecco, però, una rassegna di alcune delle dichiarazioni più emblematiche rispetto al cambiamento climatico.
Da Trump a Salvini: le «perle» del negazionismo climatico
Mentre l'Europa soffoca, rivediamo le frasi più clamorose di chi ha negato il cambiamento climatico.














