C'è un tavolino, piccolo, nello studio milanese di Money Vibez. Diego Cusumano ci appoggia i gomiti e sorride, perché quel tavolino gli ricorda qualcosa. "Il nostro primo stand al Vinitaly era grande quanto questo", dice. Era il 2001. Da lì è partito tutto.
In più di settanta puntate, "Money Vibez", il vodcast di Quotidiano Nazionale dedicato alla storia delle aziende e a chi le ha costruite, aveva incontrato produttori di ogni cosa. Mai, fino a oggi, un produttore di vino. Diego Cusumano è il primo, e non sembra dispiaciuto di inaugurare la categoria.
La storia comincia da una famiglia: lui, il fratello Alberto, il padre Francesco. Il padre coltivava uva e produceva vino sfuso, alla vecchia maniera. Poi Alberto studia enologia, Diego studia economia, e a un certo punto il figlio più piccolo, quello che lui stesso definisce con affetto "il rompiscatole", inizia a coltivare un sogno preciso: imbottigliare con le proprie uve un vino che porti il nome di famiglia. Il padre, uomo di un'altra generazione ma di testa sorprendentemente moderna, non oppone resistenza. Delega. Mette un solo paletto, non negoziabile: la qualità. Arriva un giovane enologo piemontese, sei anni di lavoro prima in vigna e poi in cantina, e nel 2001 il progetto diventa bottiglia.








