Nel carcere minorile “Ferrante Aporti” di Torino si è concluso il programma educativo: lezioni teoriche e attività pratiche per aiutare i ragazzi a sviluppare competenze sportive e trasversali
Il calcio come strumento di inclusione, formazione e reinserimento sociale ancora una volta al centro dell’esperienza del Twinning Project, programma internazionale che in Italia continua a svilupparsi grazie al sostegno determinante di Enel Cuore, ente filantropico del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo.
Una delle più recenti attività del progetto si è svolta presso l’Istituto Penale per i Minorenni “Ferrante Aporti” di Torino, dove si è concluso il programma educativo realizzato da Juventus nell’ambito del Twinning Project ETS, iniziativa che unisce club professionistici e istituti penitenziari attraverso programmi formativi rivolti a detenuti giovani detenuti a fine pena.Quattro allenatori del settore giovanile bianconero hanno seguito 11 giovani detenuti tra i 18 e i 21 anni. Il percorso ha previsto un lavoro strutturato tra aula, palestra e campo, alternando momenti teorici e pratici.Le attività si sono concentrate su aspetti tecnici e formativi del gioco, ma anche su elementi fondamentali come gestione della pressione, processi decisionali, capacità di affrontare gli errori e costruzione del lavoro di squadra. L’obiettivo è stato quello di trasformare l’esperienza sportiva in un laboratorio educativo, in cui il calcio diventa uno strumento concreto di crescita personale.Il Twinning Project nasce nel 2018 nel Regno Unito e oggi è attivo in oltre 70 club professionistici nel mondo, con più di 6.000 partecipanti coinvolti. Il modello si basa sul gemellaggio tra società calcistiche e istituti penitenziari, con percorsi educativi che utilizzano il calcio come linguaggio universale per sviluppare competenze personali, sociali e professionali.Il programma punta, infatti, allo sviluppo di competenze trasversali sempre più richieste anche in ambito lavorativo: comunicazione efficace, responsabilità individuale, leadership, capacità di collaborazione e gestione dei conflitti. Un approccio che mira a rafforzare autostima e consapevolezza, elementi centrali nei percorsi di reinserimento sociale.








