PADOVA - Una macchina da presa, un pallone, un campo da calcio e tante storie di detenzione. Ci sono storie, che partono dal carcere, si soffermano sulla forza di rialzarsi e di considerare il calcio come una via di riscatto. Va in questa direzione il progetto, ideato dall'Area Csr della Lega Nazionale Dilettanti, "Sopra la barriera-Calcio, detenzione e rieducazione" e sviluppato attraverso un cortometraggio realizzato dall'Agenzia Bonfire con la regia di Stefano Riggi.

Il cortometraggio (in foto un frame) è stato proiettato ieri (23 giugno) nell'auditorium del carcere Due Palazzi di Padova, dove ormai 11 anni fa è nata la squadra dei detenuti "Pallalpiede". Il filmato mostra come il calcio è quell'opportunità che permette di riconquistare fiducia in sé stessi, gestire le emozioni e riscoprire il valore delle relazioni sane e costruttive. Il calcio, quindi, assume una funzione pedagogica: il rispetto delle regole del gioco diventa un esercizio concreto di legalità, ben riuscito (viste le vittorie di entrambe le squadre, che si raccontano nel corto, in Coppa Disciplina), mentre il lavoro di squadra allena alla cooperazione e al riconoscimento dell'altro.

Al termine della proiezione Giuliano Giannichedda, tecnico delle Rappresentative Lnd, ha diretto un allenamento delle squadre nate in carcere. «Si tratta di progetti che testimoniano come sia importante curare e promuovere l'aspetto sociale che fa parte dello sport e del calcio - dice Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, ospite ieri al Due Palazzi - ma si può fare di più. In questi anni abbiamo aperto il mondo del calcio dilettantistico a una serie di esperienze che ancora oggi ci arricchiscono e ci completano». «L'Asd Pallalpiede ha un doppio significato: da un lato ci sono le persone detenute, con le loro storie e il loro percorso. Dall'altro, i ruoli in campo - dice Lara Mottarlini, presidente della Asd Pallalpiede -. Questa realtà dimostra come lo sport sia uno strumento di inclusione sociale». Il cortometraggio, che è stato girato negli istituti di pena di Padova e Lanciano, in Abruzzo, ha l'obiettivo di valorizzare il coraggio, le salite, le prove e le sfide della vita attraverso il pallone, che contribuisce alla creazione di un percorso di rieducazione e di recupero. Nelle immagini, nell'esultanza per un gol, in un abbraccio si delinea dunque un viaggio, che diventa custode di testimonianze di istituti dove sono nate due realtà sportive reali: la Asd Pallalpiede e la Libertas Stanazzo.