TRENTO. Hanno messo in rete le loro competenze per realizzare un progetto lungo due anni che si è concluso al Centromoda Canossa. «Cuciamo nuove opportunità» è nato dalla collaborazione di L'Ortazzo Aps, Atotus, Tabita, sostenuto dalla Fondazione Cassa Rurale di Trento ed ha dato vita a laboratori di cucito e riuso creativo dentro il carcere di Spini di Gardolo.
L'anima è stata Maria Rosa Mura, instancabile promotrice di tante iniziative di solidarietà e inclusione a favore di immigrati e soggetti deboli nella nostra città, fondatrice di Tabìta, gruppo di volontari che ha fatto della raccolta informale di vestiti e oggetti vari il suo obiettivo. È proprio dal riuso di questo materiale che nasce «Cuciamo nuove opportunità», perché, spiega Maria Rosa Mura «i due pilastri del progetto sono la cura della persona e la cura dell'ambiente».
Non solo dunque l'obiettivo di recuperare materiali che altrimenti andrebbero in discarica, ma anche e soprattutto il recupero di persone che in carcere dovrebbero avere una possibilità di rieducazione e riscatto per essere reinseriti nella società. Ogni soggetto ha dato il contributo in base alle proprie competenze.
L'Ortazzo, che opera in Alta Valsugana e l'Altopiano della Vigolana, è partita da un orto sociale per poi realizzare un Gas che coinvolge 150 famiglie e organizza vari eventi di riuso e laboratori; Atotus, che si focalizza sull'economia circolare, con corsi di moda e business; il Centromoda Canossa, che ha fornito l'esperienza nel campo della formazione. Il collante di questi diversi soggetti è stata Sandra Toro, pioniera in città del principio del refashion, organizzando corsi di cucito che si sono svolti anche in carcere e creando una sartoria sociale, con l'apertura in San Martino del negozio «Orlo subito».









