Non è semplice né scontato che persone detenute dentro un carcere partecipino a «costruire» dentro quel carcere qualcosa che lo renda un po’ meglio anche per chi verrà dopo. Non in senso metaforico ma proprio materiale: in questo caso si tratta di panche. Per chi si stupisse va detto che certo di attività artigianali nelle carceri se ne fanno magari anche molte, vedi la più volte raccontata costruzione di violini col legno dei barconi affondati. E tante altre ce ne sarebbero. Però qui parliamo di panche costruite «per» il carcere. Da lasciare lì. E fatte insieme da più mani, più menti, più realtà: detenuti, prof e studenti del Politecnico di Milano, volontari e volontarie dell’Associazione Amici della Nave, con il contributo fattivo di Rilegno - consorzio per il recupero e riutilizzo del materiale cui si riferisce il nome - e la collaborazione della direzione del carcere milanese di San Vittore. È successo nel reparto La Nave, gestito da Asst Santi Paolo e Carlo per la cura e il trattamento avanzato di detenuti-pazienti con dipendenze.
Nel carcere di San Vittore detenuti, prof e studenti creano le panche del riscatto
Detenuti e volontari, grazie al sostegno del Politecnico e Rilegno, realizzano opere d'artigianato nel reparto La Nave






