Da una cronaca all’altra oltre la cinta della Casa di Reclusione di Alta sicurezza dall’Istituto di Ranza a San Gimignano. E’ stato presentato e sottoscritto il progetto promosso da Estra sul primo laboratorio regionale di agricoltura sociale della Fitoterapia. Dal giardino officinale e del frutteto al laboratorio di Fitoterapia. Cioè per insegnare ai detenuti affiancati dagli esperti della SIFit (Società Italiana di Fitoterapia) a coltivare, raccogliere e trasformare le piante officinali in preparati erboristici. Alla cura per disturbi più comuni della popolazione detenuta: dalle tisane di melissa per ansia e insonnia a quelle gastrointestinali e molto altro. Ha fatto gli onori di casa in sala polivalente di Ranza il direttore dottor Giuseppe Renna che di Ranza conosce ogni angolo come la seconda casa, Franco Scortecci presidente Estra Energie, Daniela Morbis assessora alle politiche sociale, Roberto Della Loggia della SiFit. "È un’importante opportunità di crescita personale e professionale – le parole soddisfatte del dottor Renna – che consente ai detenuti di acquisire competenze specifiche potenzialmente spendibili in diversi ambiti produttivi tra cui il settore erboristico, cosmetico, agricolo e della trasformazione delle materie prime naturali, perché la formazione costituisce uno degli strumenti di responsabilizzazione individuale per un concreto reinserimento nella società, ampliando il loro bagaglio e rafforzare le prospettive di accesso al mercato del lavoro una volta concluso il percorso detentivo nella funzione rieducativa della pena sancita dall’articolo 27 della Costituzione italiana.
San Gimignano e Ranza. Progetto da parte di Estra sull’agricoltura sociale
"Opportunità di crescita personale e professionale – dice il direttore del carcere. Giuseppe Renna – che consente ai detenuti di acquisire competenze specifiche".










