Per i detenuti del carcere "Pasquale Di Lorenzo" di Agrigento un uliveto diventa una opportunità di formazione, reinserimento e riscatto sociale.
E' stato presentato nell'istituto penitenziario, l'olio extravergine d'oliva "La Rupe", frutto delle olive coltivate all'interno della tenuta agricola della struttura, raccolte a mano dai detenuti e lavorate nel frantoio dell'azienda "Val Paradiso".
Tra i presenti, Anna Puci, direttore della casa circondariale, Giuseppe Di Miceli, responsabile dell'area trattamentale, Giovanni Alati, agrotecnico dell'istituto, Matteo Vetro, agroneomo di Val Paradiso, Massimo e Desiderio Carlino, titolari dell'azienda di olivicoltura. Nel corso dell'iniziativa, sono stati presentati i risultati del progetto "Viaggiare su un filo d'olio", avviato nell'autunno dell'anno scorso, con una riflessione sull'impatto del progetto e sono state annunciate anche le novità in programma per l'edizione 2025, che si arricchirà con un modulo formativo avanzato, volto a trasmettere ai detenuti conoscenze sull'intera filiera dell'olio d'oliva: dalla raccolta alla trasformazione, fino alla progettazione dell' etichetta e alla promozione del prodotto sui canali digitali e social. Un percorso completo, che affianca al lavoro agricolo competenze in ambiti creativi e commerciali.








