Sono solo 53 le imprese che, in Piemonte Liguria e Valle d’Aosta, hanno intrapreso ad oggi un percorso di lavoro con i detenuti, contro le 165 della Lombardia e le 138 della Toscana; 509 i detenuti che hanno firmato un contratto l’anno scorso. Questo il dato emerso dalla conferenza stampa sulle «opportunità della Legge Smuraglia» a cui ha partecipato il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, insieme alla vicepresidente della Regione Elena Chiorino e al direttore del Dap Ernesto Napolillo.

La norma prevede agevolazioni fiscali: credito d’imposta fino a 520 euro al mese per ogni detenuto assunto, e 300 euro per i semiliberi; ulteriori incentivi in caso di percorsi di formazione abbinati all’assunzione; riduzione dell’aliquota contributiva fino al 95% o 100% in base alla tipologia d’azienda; estensione del beneficio anche alle aziende pubbliche e private che assumono detenuti ammessi al lavoro esterno.

Il tour istituzionale per promuovere la Legge Smuraglia

Il “tour” dell’Italia di Delmastro ha l’obiettivo di promuovere questo provvedimento nelle varie Regioni: «Nel nuovo contestatissimo dl sicurezza, c’è una norma per cui il Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria hanno l’obbligo di adeguare il regolamento di esecuzione penale alle necessità dell'impresa. Il lavoro non è un premio, ma una palestra di cittadinanza – ha aggiunto –. Un detenuto che lavora ha solo il 2% di possibilità di tornare a delinquere, contro il 70% degli altri. Il lavoro dà dignità, senso del dovere e speranza. È il più potente strumento di giustizia sociale e sicurezza. Il lavoro riduce la frustrazione, previene i suicidi, restituisce motivazione e alleggerisce il carico su chi lavora ogni giorno negli istituti. È quindi un investimento in dignità e sicurezza per tutti».