Voleva essere un antidoto contro la merce cinese a basso costo, si è rivelata un boomerang la tassa di 2 euro per i mini-pacchi. Approvata nell'ultima manovra, non è mai entrata realmente in vigore né generato cassa. Anzi, solo l'effetto annuncio ha creato un calo del 30% del traffico di pacchetti, a danno della logistica. E ora arriva l'imposta Ue che potrebbe archiviarla definitivamente

Voleva essere un antidoto contro quella che veniva definita “l’invasione di merce dalla Cina” acquistata online e allo stesso tempo un contributo al bilancio dello Stato. Ma, in base ai dati delle associazioni di categoria, non risulta una riduzione di acquisti dai siti internet cinesi e di fatto il balzello non è mai stato pagato. È nata male la tassa di 2 euro per i mini-pacchi di valore inferiore a 150 euro prevenienti da Paesi extraeuropei.