di
Roberto Pezzali
Con il decreto legge il Consiglio dei ministri ha rinviato di altri tre mesi l’entrata in vigore della tassa sui pacchi. Che ormai sembra una barzelletta, e probabilmente sparirà non appena si troveranno le coperture.
Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri un decreto legge legato all'attuazione del PNRR che, tra le diverse misure, posticipa di altri tre mesi l'entrata in vigore della famosa tassa da due euro sui pacchi provenienti da paesi extraeuropei con merce di valore inferiore ai 150 euro. La tassa sarebbe dovuta scattare il primo luglio, ora invece dovrebbe scattare il primo ottobre.
Da un certo punto di vista possiamo considerarla una buona notizia: quando l’Italia aveva deciso di imporre questa tassa pensata per compensare le dogane del lavoro svolto (una tassa, non un dazio) l’Unione Europea aveva già previsto di introdurre un dazio, tre euro per pacco, che entrerà in vigore proprio il primo luglio. Senza il rinvio della tassa italiana dal primo luglio sui mini-pacchi extraeuropei ci sarebbero stati cinque euro di oneri aggiuntivi (tre euro di dazio UE più due euro di tassa italiani), questo oltre all'IVA. Un problema per tutti: per i consumatori, per i corrieri che devono incassarli e per le logistiche che devono gestire la parte amministrativa.











