Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che, tra le altre cose, rinvia dal primo luglio al prossimo primo ottobre l’entrata in vigore della norma sulla tassa da due euro sui cosiddetti “mini-pacchi”, pacchi cioè che provengono dai paesi extra europei e contengono merce per un valore inferiore ai 150 euro.

La tassa di due euro era stata introdotta dal governo italiano nel dicembre del 2025 con l’obiettivo dichiarato di disincentivare gli acquisti di prodotti provenienti in particolare dalla Cina, problematici per il loro impatto ambientale e sociale, e per la concorrenza insostenibile che fanno alle imprese italiane. Era lo stesso obiettivo della tassa da tre euro approvata dall’Unione Europea e che entrerà in vigore il primo luglio.

Il posticipo dell’entrata in vigore della tassa italiana servirà a evitare la sovrapposizione delle due tasse che sarebbe scattata, appunto, dal primo luglio: su ogni singolo pacco di valore inferiore a 150 euro proveniente da un paese fuori dall’Unione Europea infatti si sarebbero dovuti pagare 5 euro in più (3 euro di dazio UE più 2 euro di tassa nazionale), oltre all’IVA. Con la sospensione della tassa italiana, dal primo luglio si pagheranno solo i 3 euro previsti dall’Unione Europea.