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Ultimo aggiornamento: 11:58
La tassa di 2 euro sui piccoli pacchi fino a 150 euro, che entrerà in vigore a livello Ue dalla prossima estate ma il governo Meloni ha deciso di anticipare inserendola in manovra per ricavare gettito aggiuntivo, si è trasformata in un boomerang per l’Italia. L’allarme è arrivato da Confetra, la Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica, il cui direttore generale Andrea Cappa ha spiegato di aver fatto presente al viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, che la misura “introdotta con l’obiettivo di tutelare la moda italiana dalla concorrenza del fast fashion cinese che, nei fatti, si è dimostrata un flop totale”.
Secondo Confetra, i produttori cinesi hanno reagito rapidamente dirottando i flussi logistici verso aeroporti di altri Paesi europei che non hanno introdotto la tassa. “Il risultato – sottolinea Cappa – è che le merci entrano comunque in Italia via camion, senza pagare il contributo previsto, con un aumento dell’inquinamento e con lo spostamento dei traffici verso altri Paesi. Traffici che poi diventa molto difficile recuperare. Misure di questo tipo, al di là di qualsiasi valutazione di merito su cui non entriamo, se non vengono coordinate a livello europeo non solo sono inefficaci, ma finiscono per penalizzare il nostro sistema logistico e produttivo, favorendo altri hub continentali”.








