Mentre la tassa italiana viene posticipata, l’Europa introduce una tariffa che apre una fase di riassetto delle regole per tutto il commercio online internazionale. Ma in autunno potrebbe cambiare tutto
Chi è abituato a fare acquisti su piattaforme che spediscono prodotti da Paesi fuori dall’Unione europea, dovrà tenere d’occhio il calendario. Le regole sulle spese di spedizione stanno, infatti, per cambiare ancora. Se, da una parte, il Governo ha deciso di posticipare al 1° ottobre l’introduzione della tassa di due euro prevista per i piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Ue, dal 1° luglio, però, entrerà comunque in vigore un nuovo contributo deciso dall’Unione europea.
Perché una tassa sui piccoli pacchi extra Ue
La tassa italiana era stata inserita nell’ultima legge di Bilancio con un obiettivo preciso: frenare l’enorme quantità di piccoli pacchi che ogni giorno arrivano, soprattutto, dalla Cina e rendere più equilibrata la concorrenza tra i giganti dell’e-commerce internazionale e le aziende europee. Il contributo, pari a due euro, avrebbe riguardato le spedizioni con un valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi esterni all’Unione europea.
Perché è stata rinviata











