Da oggi, primo luglio, entra in vigore il nuovo contributo europeo di 3 euro sulle spedizioni di basso valore provenienti da Paesi extra Ue,

così acquistare online costerà di più. Rimane al primo ottobre l’avvio della tassa italiana da 2 euro slitta al primo ottobre. L’Europa punta così a tenere sotto controllo l’e-commerce e a tutelare l’ambiente.

Da oggi, primo luglio, cambiano le regole per gli acquisti online provenienti da Paesi non appartenenti all'Unione europea. Entra infatti in vigore il contributo europeo di 3 euro sulle spedizioni di valore contenuto, mentre la tassa italiana da 2 euro è stata rinviata al primo ottobre. L'obiettivo delle nuove misure è adeguare il sistema doganale alla forte crescita dell'e-commerce internazionale, in particolare delle importazioni a basso costo provenienti dalla Cina.

La misura europea resterà in vigore fino al primo luglio 2028, in attesa dell'entrata in funzionamento dell'Eu customs data hub, la piattaforma digitale unica che centralizzerà la gestione doganale dei Paesi membri. Oltre a garantire maggiori entrate, la riforma punta a rafforzare i controlli sulle merci in ingresso e a rendere più efficiente il sistema doganale europeo, anche sotto il profilo della sicurezza dei prodotti e della tutela ambientale. Perché l'Europa vuole tassare i pacchi provenienti dalla Cina La novità segna la fine della franchigia doganale in vigore dal 1992 che permetteva ai pacchi dal valore economico moderato di entrare all'interno dell'Unione europea senza bisogno di pagare alcun dazio. L'intervento di Bruxelles punta a contrastare la crescita delle importazioni di merce a basso costo acquistata attraverso le piattaforme di e-commerce con base in Paesi terzi come la Cina. Secondo le stime della Commissione Ue, nel 2024 circa 4,6 miliardi di piccoli pacchi entrati nell'Unione (oltre il 90%) proveniva dal mercato cinese. Secondo l'Europa, quindi, il nuovo contributo mette fine a un'esenzione che non trovava più giustificazione. Oltre agli aspetti economici, la misura punta anche a ridurre l'elevato numero di imballaggi monouso utilizzati per le spedizioni e considerati una delle principali fonti di rifiuti a base di plastica, particolarmente difficili da smaltire.