Il declino politico di Netanyahu pare ormai irreversibile. Il leader israeliano viene contestato non solo dalla parte progressista del paese che lo accusa di avere messo a fuoco e fiamme, il Medio Oriente per potere stabilizzare il suo potere, ma anche dagli ultra ortodossi che ne contestano le scelte che sta compiendo attraverso una mobilitazione militare che larga parte della popolazione giudicano incompatibile con le prescrizioni religiose. Secondo gli ultraortodossi la leva obbligatoria può scardinare i principi che stanno a cuore di alcune comunità religiose a cui da sempre è stato consentito l’esenzione del servizio militare. Si tratta in sostanza di minoranze a cui è stata concessa da sempre l’obiezione di coscienza.

Adesso Netanyahu ha bisogno di più militari per portare avanti le sue guerre di aggressione e quindi vuole eliminare ogni forma di obiezione di coscienza in questo campo.

Ma le accuse più gravi che si rivolgono al leader israeliano riguardano l’uso che egli sta facendo della guerra al solo fine di potere stabilizzare il proprio potere politico. Netanyahumo insomma, pare sempre più contestato sia all’interno del suo paese che fuori, tenuto conto anche dell’insofferenza che Trump manifesta nei suoi confronti. Per Trump è diventato un alleato eccessivamente ingombrante il tycoon americano si è reso conto che il leader palestinese rappresenta un serio problema anche per l’opinione pubblica del suo paese .