Il Teatro Sociale di Gualtieri, a due passi dal Po, nella bassa reggiana, è un’utopia realizzata, un luogo magico all’interno del seicentesco Palazzo Bentivoglio. Nel 1951 il fiume rompe gli argini e allaga il paese: l’acqua raggiunge la balconata di prim’ordine. Il teatro, i cui primi passi sono documentati già nel 1775, chiude nel 1979, fino a quando un gruppo di giovani, con il nome di Piccolo Teatro Instabile, progetta il sogno di riaprirlo, come avviene nel 2009. La particolarità dello spazio è che , dopo rovina, abbandono e riqualificazione, riapre rovesciato: musicisti, attori e danzatori in platea, il pubblico su quello che una volta era il palcoscenico. Anna Ferrer, catalana dell’ isola di Minorca, presenta “PA”, pubblicato ad aprile, album dove canta le sue radici: viene da quattro generazioni di panettieri e racconta che il tempo del pane, come quello del campo, è largo, richiede pazienza. Per allontanarsi da questa tradizione familiare ha bisogno di cantarla e lo fa in punta di voce e dita, con canzoni minimali, tutte giocate in sottrazione. Voce, chitarra acustica ed elettrica, qualche bava di synth, percussioni sparse suonate con approccio espressivo e narrativo più che prettamente ritmico. Basta poco talvolta per costruire mondi. Iaia è una nenia delicata per la nonna che ha perso un figlio: né una canzone né il tempo possono togliere il dolore, ma possono forse addolcirlo nelle lacrime. Con le chitarre di Pol Batlle, le percussioni di Toni Llull e la voce di entrambi le composizioni si muovono agili e fresche tra tradizione popolare mediterranea, richiami ancestrali e agganci alla contemporaneità, tra accenni para elettronici e suoni talvolta più metallici (Son tus manos las primeras).
Leggerezze calviniane per Anna Ferrer | il manifesto
(Visioni) Il Teatro Sociale di Gualtieri, a due passi dal Po, nella bassa reggiana, è un’utopia realizzata, un luogo magico all’interno del seicentesco Palazzo Bentivoglio. Nel 1951 il fiume rompe gli argini e allaga il paese: l’acqua raggiunge la balconata di prim’ordine. Il teatro, i cui primi passi sono documentati già nel 1775, chiude nel 1979,











