Sotto quel tetto, tra quelle mura, davanti a quelle tribunette è passato un incredibile e irripetibile pezzo di storia del teatro italiano. Titoli, attori e attrici rimasti nella memoria delle generazioni di torinesi che hanno assistito a quegli spettacoli prima che le porte di quel luogo mitico venissero chiuse definitivamente. Il Garybaldi di Settimo Torinese è stato per una vita la casa del Laboratorio Teatro Settimo, adesso uno dei suoi principali artefici e protagonisti ha deciso che era tempo di riportare in vita quel luogo, di restituire alla collettività il Garybaldi: è Gabriele Vacis che, affiancato dall’ex sindaco Aldo Corgiat, ha immaginato il Laboratorio Garybaldi Settimo, un progetto di riqualificazione, anche culturale, di quel teatro. In via Garibaldi 4 sono nati capolavori teatrali e progetti di rilievo internazionale come Elementi di Struttura del Sentimento, La storia di Romeo e Giulietta, Novecento di Alessandro Baricco con il compianto Eugenio Allegri, Il racconto del Vajont con Marco Paolini, Totem, Olivetti e tanti altri. Un gran bel pezzo del cosiddetto teatro di narrazione. Il giornalista Sandro Venturini, che è il terzo protagonista di questa rinascita, parla di «ritorno a casa» e spiega che «ci sono un po' di lavori da fare, è un'operazione molto coraggiosa in termini economici, ma contiamo di riaprire almeno la parte del retro a settembre». Non mancherà – assicurano –il contributo di Laura Curino e di tanti artisti che, nel corso del tempo, hanno dato vita al Laboratorio Teatro Settimo, accanto ai giovani attori di PoEM (Potenziali Evocati Multimediali), oltre alle compagnie locali che si sono distinte per la qualità del loro lavoro. Le modalità di finanziamento Il teatro è ormai chiuso da anni, e i soldi da investire non so pochi. Al momento, il Comune non è coinvolto e a pilotare il progetto è la Società Operaia Mutuo Soccorso di Settimo, la più antica associazione cittadina, fondata nel 1852, e oggi presieduta dallo stesso Corgiat. Anche la pratica di reperimento dei fondi è inusuale, come raccontano nella nota con la quale raccontano l’iniziativa: «La vera novità sta nel meccanismo della sostenibilità finanziaria. Attraverso il dialogo con la Comunità Energetica Rinnovabile (Cer) Dinamo Settimo, e l'installazione di pannelli solari, il Laboratorio Garybaldi mira all'autonomia energetica», scrivono per poi invitare ad appoggiare la rinascita del teatro: «Cittadini e imprese possono sostenere il progetto senza cambiare fornitore, semplicemente condivi-dendo il proprio codice POD (il numero del contatore in bolletta) nell’ambito della Cer Dinamo. Gli incentivi economici erogati annualmente dal Gse (Gestore Servizi Energetici) per questa condivisione dell'energia verranno interamente reinvestiti nel Laboratorio Garybaldi per i prossimi 20 anni».