«Otto decadi che ci hanno traghettato da un teatro a un altro, da un secolo all’altro, da un millennio all’altro, da una Milano a un’altra, da una Repubblica all’altra, da un’Europa all’altra, da un mondo a un mondo altro…». È tempo di bilanci per il Piccolo Teatro di Milano, che ha presentato ieri la stagione 2026/2027, che segna gli ottanta anni dalla sua fondazione. È quindi un programma intrecciato intorno al «gioco del tempo», quello immaginato dal direttore Claudio Longhi. La stagione sarà aperta dalla prima regia in lingua italiana di Tiago Rodrigues, Coro degli amanti (29 settembre-18 ottobre), protagonisti Isabella Ragonese e Francesco Alberici. Tra gli altri artisti internazionali attesi a Milano, Thomas Verstraeten – tra i fondatori di FC Bergman, collettivo associato al Piccolo – con The City of Arrival, meditazione sulla migrazione e sull’identità (novembre 2026).

AMPIO SPAZIO poi alle nuove produzioni della scena italiana. Daria Deflorian presenta il suo nuovo affondo sulla scrittrice premio Nobel Han Kang con Che dolore terribile è l’amore, tratto da Non dico addio (30 ottobre-8 novembre). La Leonessa d’Oro Emma Dante calcherà il palcoscenico nei panni del Direttore nello Studio sui Sei personaggi, nel bicentenario del Teatro Valle di Roma – che si prepara alla agognata riapertura – dove l’opera pirandelliana venne per la prima volta presentata, come noto tra i fischi. Per la danza, grande attesa per il ritorno di Marco D’Agostin e Marta Ciappina, dopo il successo di Gli anni, con Catalogo, «documentario in forma di performance che segue da vicino l’ultimo giorno in sala prove di una danzatrice professionista».