Milano è una città di teatri: 50 attivi nella città, 100 se si considera l’area metropolitana. Domina la scena il Piccolo Teatro di Milano, con la sua storia di radicamento e ricerca che festeggia i suoi 80 anni dalla fondazione ad opera di Giorgio Strehler e Paolo Grassi (l’11 maggio 1947 apriva la sede di via Rovello). Il direttore Claudio Longhi, al suo secondo quadriennio, ha intitolato la stagione “Il gioco del tempo” che è una variegata combinazione di epoche, generazioni e stili.

Centrale è il “Canone Piccolo” (come lo definisce Longhi) che ha in Bertolt Brecht una stella polare: del drammaturgo tedesco lo stesso Longhi, dopo l’esperienza di Miracolo a Milano, metterà in scena a giugno “Il signor Puntila e il suo servo Matti”, con due grandi interpreti di generazioni diverse, Lino Guanciale e Franco Branciaroli (quest’ultimo al Teatro Girolamo presenterà un reading brechtiano e a novembre sarà protagonista di “Non si sa come”, inquietante dramma di Luigi Pirandello). Altra stella della costellazione Piccolo Teatro è “Arlecchino servitore di due padroni” che, interpretato da Enrico Bonavera, sarà eccezionalmente in scena alla Teatro alla Scala, che a sua volta festeggia i 250 anni. Seguendo il filo del rinnovamento del canone, toccherà ad uno dei più grandi registi italiani del nostro tempo, Antonio Latella dirigere il “Faust” di Goethe che Strehler mise in scena 40 anni fa (con Lino Guanciale nei panni sia di Faust che di Mefistofele). Di Latella, molto atteso è anche “OSCAR” con Sonia Bergamasco, un lavoro su un’eroina dei manga (Lady Oscar) scavando nella sua matrice, la regina Maria Antonietta narrata da Stefan Zweig.