Il fil rouge sarà il tempo, il direttore Longhi: "Superate le 250mila presenze"
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A chiusura di stagione, dopo aver fatto conoscere ai milanesi, col Festival Presente Indicativo, il meglio dell'avanguardia internazionale, accanto ai nuovi artisti associati al Piccolo Teatro, Claudio Longhi, prima di presentare la nuova stagione, con un po' di orgoglio intellettuale ha ricordato che le presenze sono state 251.054 mila, che gli abbonati hanno superato le 20.000 unità e che «Il Piccolo digitale» ha raggiunto 1,8 milioni di utenti attivi, merito di una equipe ben consolidata e di scelte adeguate a una società in continua evoluzione. Forse aveva ragione Strehler quando diceva che il Piccolo era diventato, non solo una istituzione matura, ma qualcosa di straordinario. Claudio Longhi ne ha colto lo spirito, con la consapevolezza che il tempo (sono passati 80 anni) sia il «figlio del momento», perché manca, come sosteneva Peter Brook, «la permanenza».È sulla «scacchiera del tempo - continua Longhi - che si gioca l'agire teatrale, oltre che il destino della scena, sottoposto ai continui sbalzi tra passato e presente, tra mito e storia, ricordando quanto scritto da Nietzsche: «Ciò che non è storico e ciò che è storico sono egualmente necessari per la salute di un individuo, di un popolo, di una civiltà». Presentando la stagione 2026/27, Claudio Longhi è rimasto fedele a se stesso, alle idee che hanno caratterizzato il suo permanere nella sede più prestigiosa del teatro italiano, una sede che ha saputo, pur nella continuità, trasformare in un laboratorio permanente e in un cantiere contemporaneo, una sede, come aggiunge Lanfranco Li Cauli, che affida «ai testi, ai corpi, alle immagini, alle voci» un esercizio permanente. La stagione che porta il titolo: «Gioco del tempo» si caratterizza per il suo grande sforzo produttivo: 30 produzioni, 15 coproduzioni (tre internazionali), due Prime italiane, per un totale di 56 spettacoli.Egli stesso curerà la regia di «Il Signor Puntila e il suo servo Matti» di Bertolt Brecht, con Franco Branciaroli e Lino Guanciale, mentre Antonio Latella sarà il regista di «Faust», con Lino Guanciale che interpreterà sia Faust che Mefistofele.










