Il ritorno della danza, il musical, sette opere in cartellone e tredici concerti di sinfonica. Con questi numeri il teatro Carlo Felice di Genova per la stagione 2026-2027 si prepara a raggiungere il traguardo di altri grandi numeri, raccogliere entro fine anno un milione e 100 mila euro circa che si andranno ad aggìungere ai 600 mila già portati a casa grazie al progetto di fundraising “I custodi del faro”. Per centrare l’obiettivo, il teatro lirico mette in campo un ampio dispiego di forze per un cartellone che nel segno degli “Approdi”, intesi come luoghi di incontro, trasformazione e rilancio- Si va dalle “Nozze di Figaro” di Mozart al “Nabucco” di Verdi, da “I Capuleti e i Montecchi” di Bellini ai “Pagliacci” di Leoncavallo a un importante ritorno, “L’italiana in Algeri” di Rossini, assente da 30 anni dal palcoscenico genovese, a “Turandot” di Puccini a “Evgenij Onegin” di Pëtr Il'ič Čajkovskij. Ma nel 2026-2027 al Carlo Felice, i riflettori saranno puntati sulla danza, che torna prepotentemente alla ribalta, in omaggio alla forte tradizione genovese in questo campo e per compensare l’assenza dal palinsesto del Nervi International Ballet Festival, che quest’anno è saltato, per problemi relativi al bilancio 2025. “La stagione 26-27 rispetto alla stagione 25-26 presenta dei dati in aumento – ha detto il sovrintendente Michele Galli durante la presentazione - passiamo da 43 recite della stagione 25-26 a 47 recite per il 2026-27, così come gli appuntamenti della danza che erano presenti solo in modo episodico, si passa dall’unico balletto dell'anno scorso alle 22 rappresentazioni di danza, in programma per la nuova stagione”. Quest’anno la proposta per gli appassionati sarà “Lo schiaccianoci”, “Giselle”, “Il lago dei cigni”, “Deledda” e la Sergio Bernal Dance Company.E lo sguardo del sovrintendente è già tutto proiettato sul futuro e sui prossimi obiettivi: “Puntiamo ad aumentare sempre di più l'indice di riempimento della sala. Che ricordo, quest'anno si attesta tra il 65% e il 70%, per la stagione 2027-2027 vorremmo arrivare tra il 75% e l'80%. Non è facile perché la densità demografica di Genova, è di circa 550 mila abitanti e della regione Liguria 1 milione e 300 mila abitanti”. E sull’importanza e lo stato di salute del teatro è intervenuta anche la sindaca Silvia Salis: “Il Carlo Felice è un'asse culturale importantissima per Genova e per la Liguria ed è fondamentale nella proposta culturale della città ma anche nella nostra proposta culturale verso l'esterno. Questa stagione va proprio incontro a quello che è la nostra idea di una grande Fondazione, cioè produzioni di altissimo livello ma anche titoli che possano andare incontro a gusti diversi e coinvolgere una parte più ampia della città. Questo è quello che ci eravamo messi in mente a fare, anche perché il Carlo Felice deve attrarre sempre più spettatori, deve crescere nei numeri e deve diventare una realtà che ancora di più, vada oltre i confini della nostra città”.Tra le tante novità annunciate durante la presentazione del cartellone, il nuovo direttore del coro del teatro che sarà Giulio Magnanini, introdotto dal direttore artistico del teatro Fderico Pupo e la nomina di Cristian Carrara come compositore in residenza del teatro che in autunno presenterà “Transitus”. Pupo si è soffermato sulle interessanti proposte della stagione sinfonica: “ Si attraversano Beethoven, Paganini, con i vincitori delle passate edizioni del Premio, , Verdi, il Novecento americano e la nuova musica. È una stagione pensata per pubblici diversi ma non dispersiva, con un repertorio messo in relazione con il presente e con la città”-