Il grande sipario si apre svelando il palcoscenico, incorniciato dagli ampi finestroni dell’ex centrale. Ed è come se si aprisse un nuovo orizzonte... Non poteva che iniziare con un coup de théâtre la conferenza stampa delle stagioni 2026 - 27 di Emilia Romagna Teatro che con il raddoppio del teatro delle Passioni arriva a gestire ben nove sale nella nostra regione: tre a Modena, altrettante a Bologna (due all’Arena del Sole più il teatro delle Moline), il teatro Fabbri a Vignola, il Dadà a Castelfranco Emilia e il Bonci a Cesena.
"Per noi è importante investire sul futuro, rafforzando l’attenzione ai territori. Guardiamo avanti con fiducia e determinazione", spiega Giuliano Barbolini, presidente di Ert, che ricorda tre principî fondamentali del lavoro della fondazione teatrale: la propensione a uno sguardo internazionale, la vocazione policentrica e la scelta dell’innovazione.
Proprio con questi presupposti Ert si prepara a celebrare nel 2027 i suoi 50 anni: "Nacque in un angoletto del San Geminiano nel 1977 e oggi è Teatro Nazionale – rievoca Barbolini –. Questo anniversario sarà l’occasione significativa per ripercorrere la storia dell’ente, valorizzandone il patrimonio artistico e umano. Cinquant’anni non sono un punto d’arrivo e nemmeno un museo della memoria, ma sono un capitale prezioso di cui va dato merito a tutti i collaboratori e naturalmente al pubblico che ci ha seguito. Pensando già al prossimo mezzo secolo che dobbiamo ancora scrivere".













