Bologna, 25 giugno 2026 – Una istituzione culturale (la più importante della Regione) aperta, permeabile, una casa comune della cultura capace di dialogare con la città. E’ una aspirazione che il Teatro Comunale di Bologna coltiva da molti anni, immaginare una realtà che metta insieme il repertorio della grande lirica con la modernità e che ha ispirato le scelte della prossima stagione, destinata a entrare nella storia perché quella del ritorno nella sede storica e originale di Piazza Verdi dopo il lungo e complesso intervento di restauro durato quattro anni. Un avvenimento che il direttore artistico Pierangelo Conte e la Sovrintendente Elisabetta Riva (presente anche l’assessora regionale Gessica Allegni) festeggiano con un cartellone, titolo ‘Tante storie - Un filo comune’, che riflette un equilibrio tra passato e presente, ricchissimo di appuntamenti con l’opera (7 titoli in forma scenica e due in forma di concerto), la danza e la sinfonica che si intrecciano tra loro, sotto il denominatore comune del dialogo possibile tra epoche e scritture. “Oggi non stiamo semplicemente restaurando un teatro. Stiamo cercando di ripensare il modo in cui il teatro dialoga con la città”, dice la sovrintendente Riva. La sovrintendente Elisabetta Riva e il direttore artistico Pierangelo Conte
Il Teatro Comunale torna a casa, Gatti sul podio il 14 febbraio. Poi festa con un mese di eventi
Il rientro in piazza Verdi dopo il lungo e complesso intervento di restauro durato quattro anni. Presentata la stagione 2027, un cartellone ricco che riflette l’equilibrio tra passato e presente







