Si risveglierà in una Bologna cambiata, dopo più di quattro anni in silenzio. Ma ora il Teatro Comunale, chiuso da dicembre 2022, è pronto «a fare la rivoluzione», come ha detto il sindaco Matteo Lepore presentando la nuova stagione, la prima del ritorno in Sala Bibiena, al via il 14 febbraio 2027 con il concerto diretto da Daniele Gatti, che di Largo Respighi fu guida fino a vent’anni fa. Rivoluzione non solo musicale.
Perché al Comunale, la più grande fabbrica culturale della Regione per lavoratori e volume economico, è toccato sempre confrontarsi con la parte più vulnerabile del centro storico in materia di ordine pubblico. Il restyling sarà (anche) un banco di prova per una nuova pax civica in piazza Verdi, cosa che Lepore si augura possa avvenire nel segno di «un’apertura del teatro sette giorni su sette», per far scattare un meccanismo «di emulazione» nel quartiere, con il Comunale che diventerà «il propulsore della politica pubblica della musica in città».
La sovrintendente Elisabetta Riva, scelta un anno fa per governare questa svolta, usa la metafora del filo che ricuce: «Gli affacci sul Guasto genereranno nuove dinamiche, nuovi flussi e nuove frequentazioni, si sta già seminando per questo orizzonte. Riapriremo su una piazza rinnovata. Trovare un filo e un denominatore comune sarà uno dei nostri compiti più importanti».







