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Gli Stati Uniti hanno sospeso le sanzioni sulle esportazioni di petrolio iraniano in seguito ai primi colloqui tra i delegati dei due paesi in corso in Svizzera. La sospensione è una delle condizioni incluse nel memorandum d’intesa firmato giovedì scorso tra i presidenti dei due paesi con l’obiettivo di trovare un accordo di pace definitivo per la guerra in Medio Oriente.

Il memorandum è un pre-accordo non vincolante, e prevede che i due governi continuino a negoziare per 60 giorni. Pone alcune clausole da attivare immediatamente o quasi, mentre lascia in sospeso altre questioni più complesse e problematiche, come il futuro del programma nucleare iraniano.

La sospensione annunciata lunedì riguarda petrolio greggio, prodotti petrolchimici e altri derivati dal petrolio di origine iraniana e durerà fino al 21 agosto. Permette l’importazione di questi prodotti negli Stati Uniti, ma non verso Cuba e Corea del Nord, che continuano a essere sottoposti a sanzioni statunitensi, così come i territori ucraini occupati dalla Russia. La concessione potrebbe portare guadagni consistenti e inattesi per l’Iran che finora aveva dovuto vendere il proprio petrolio a prezzi scontati perché gli acquirenti temevano a loro volta di essere sanzionati dagli Stati Uniti.