La strada che ha strappato le vite di Camilla, Lorenzo e Riccardo "è una ferita aperta che interroga un intero territorio", un vuoto improvviso di fronte al quale l’associazione brianzola 2NOVE9 Vittime Incidenti Stradali sceglie di non arrendersi al silenzio "ma di trasformare il dolore più lacerante in un impegno concreto e immediato". Nelle ore drammatiche dopo il volo dell’A2 nel Villoresi, volontari e professionisti del gruppo hanno offerto supporto psicologico e logistico a famiglie e amici delle giovani vittime, mettendo a disposizione "un’esperienza maturata in anni di vicinanza a chi si trova a fare i conti con gli effetti devastanti di una tragedia sulla strada", spiega il presidente Roberto Cancedda. Supporto che si è tradotto anche in due lettere inviate ai Comuni per avviare una collaborazione che "sia al contempo umana e strutturale".

A Paderno Dugnano è stato chiesto "di poter affiancare a titolo gratuito i familiari nel lungo e delicato percorso dei prossimi mesi, garantendo continuità al sostegno psicologico della prima emergenza e offrendo una guida esperta per sbrogliare quegli adempimenti burocratici e amministrativi che troppo spesso gravano come un macigno su chi vive un lutto improvviso". A Senago è stato proposto un tavolo di confronto "sui temi di prevenzione, percezione del rischio e della sicurezza delle infrastrutture, nella ferma convinzione che ogni dramma porti con sé la responsabilità collettiva di capire cosa possa essere migliorato per evitare che simili eventi si ripetano". La storia di 2NOVE9 dimostra che dai drammi più profondi possono nascere cambiamenti reali, come gli interventi strutturali già realizzati nel Milanese con le istituzioni, capaci di correggere criticità viabilistiche e salvare vite. "È il modo in cui vogliamo onorare la memoria di Camilla, Lorenzo e Riccardo, trasformando il loro ricordo in un argine a protezione di altre persone".