Il grottesco dissing social fra Trump e la Meloni ha dato anche agli allibiti le soddisfazioni di una pochade, ovvero il piacere liberatorio di assistere a un mondo in cui le regole della logica ordinaria e della convenienza sociale vengono temporaneamente sospese. I personaggi della pochade sono prigionieri delle proprie ossessioni: il geloso che controlla tutto e finisce per essere ingannato, l’adultero che inventa una bugia dopo l’altra fino a rimanerne schiacciato, il borghese rispettabile che perde ogni dignità nel tentativo di salvarla. Lo spettatore gode vedendo i personaggi intrappolati in equivoci che lui comprende meglio di loro, ne osserva divertito la goffaggine e la perdita di controllo.
Nella pochade una piccola menzogna genera una catena sempre più ingestibile di conseguenze: più la situazione diventa impossibile, più lo spettatore ghigna nel vedere fino a dove l’autore riesce a spingerla. Tipica del genere è anche la trasgressione senza conseguenze. La pochade mette in scena comportamenti che la società censura o controlla (tradimento, menzogna, inganno, narcisismo, egoismo, vigliaccheria), ma li priva del loro peso morale: lo spettatore può ridere di ciò che nella vita reale sarebbe fonte di conflitto, vergogna o scandalo. Quella fra Trump e Meloni è stata una pochade politica.












