Roma, 22 giu. (askanews) – Salvo cambi di programma, lei non ci sarà. Ma l’invito a tutti i ministri è quello di partecipare, di essere presenti al ricevimento che si terrà a villa Taverna il 2 luglio per celebrare il giorno dell’indipendenza americana. Il perché lo ha spiegato la stessa Giorgia Meloni in un passaggio del (breve) Consiglio dei ministri che si è tenuto questo pomeriggio. “Lo scambio tra me e Trump non deve impattare sui rapporti del governo con gli Stati Uniti”. Dopo la burrasca in pubblica piazza seguita all’intervista del presidente americano con la La7 – che ha spazzato via in un secondo la narrazione del disgelo emersa dal G7 di Evian – la presidente del Consiglio cerca quindi di calmare le acque e lo fa identificando un doppio binario. Da una parte c’è la “questione personale” tra lei e Trump, dall’altra deve però essere preservata la lunga storia di rapporti consolidati con gli Stati Uniti.
Per quanto riguarda la prima, la decisione dopo i botta e risposta dei giorni scorsi, è quella di non replicare più. Cosa che la premier ha scelto di fare anche dopo l’attacco odierno del numero uno della Casa Bianca. Ma il tradizionale ricevimento all’ambasciata americana, a questo punto, diventa inevitabilmente cartina di tornasole del tentativo di mantenere ben salde le relazioni transatlantiche. Meloni, come detto, non dovrebbe partecipare anche perché nella stessa giornata potrebbe essere presente al congresso della Uil che si celebra a Padova. Vuole però mandare un segnale attraverso i suoi ministri, anche come gesto di cortesia nei confronti dell’ambasciatore Fertitta che, ha spiegato sempre la premier in Consiglio dei ministri, è sempre stato “estremamente disponibile e professionale nei nostri confronti”.












