Alla fine non c’è stato nessun blitz, le voci sono rimaste voci e l’agenda della presidente del Consiglio immutata, senza il fuori programma che, secondo alcuni rumors, l’avrebbe portata, in serata, a fare presenza al ricevimento per l’Independence day americano a Villa Taverna, a Roma. Giorgia Meloni, invece, dopo il Consiglio dei ministri lampo a cavallo dell’ora di pranzo, è volata a Padova per partecipare alla XIX assemblea della Uil. Negli stessi istanti in cui si apriva, nella residenza dell’ambasciatore americano Tilman J. Fertitta a Roma, la cerimonia per i 250 anni della dichiarazione di indipendenza americana, la premier teneva il suo discorso, piuttosto lungo, davanti alla platea del sindacato, lasciando allo stesso Fertitta, da un lato, e alla seconda carica dello Stato dall’altro, il compito di assicurare che i rapporti tra i due Paesi sono "ottimi" e, copyright Ignazio La Russa, "non è stato mai abbattuto nessun ponte con gli Usa", il ponte c’è e resta "vivo".

Nonostante l’assenza della premier all’appuntamento, che, tradizionalmente, fa da termometro allo stato di salute dei rapporti tra Italia e Stati Uniti e quest’anno, a quindici giorni dal durissimo scontro tra Meloni e il presidente americano Donald Trump, ancora di più, il governo e la maggioranza c’erano eccome. A partire, appunto da La Russa che, parlando con i giornalisti è tornato sul tema delle spese per la difesa osservando che "l’Italia non fa il pesce in barile ma decide". Al sottosegretario a Palazzo Chigi Alfredo Mantovano, ai due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, insieme a una nutrita pattuglia di ministri (Lollobrigida, Urso, Giorgetti, Schillaci, Pichetto Fratin, Valditara e, ovviamente, il titolare della Difesa Guido Crosetto). Presente, come anche l’anno scorso, Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia, che, ha precisato l’ambasciatore Usa, rispondendo a una domanda, era lì anche in rappresentanza della "sorella" premier. C’era pure il neo presidente della Figc Giovanni Malagò.