Sono parole di consolazione e provocazione quelle che il vescovo di Nola Francesco Marino col messaggio “San Paolino, cantore della magnifica humanitas” rivolge alla Chiesa di Nola in occasione della festa patronale.
Ricordando il danneggiamento, lo scorso marzo, della statua lignea di san Paolino che impreziosiva la cappella della Cattedrale a lui intitolata, Marino chiede di vivere l’attesa per il ritorno del simulacro come «un’opportunità sapienziale», per «comprendere che, prima ancora di restaurare il legno della statua, siamo chiamati a restaurare la “vera immagine” di san Paolino nel cuore della nostra devozione, liberandola da ogni abitudine sterile e dal tradizionalismo disincarnato per riscoprire il volto autentico del santo vescovo che si fece servo degli ultimi e prossimo a chiunque fosse smarrito.
Si tratta, anche, di restaurare la vera immagine della nostra umanità, spesso sfigurata dal male in tutta la sua tragicità.
Quante forme di povertà, antiche e nuove, ci chiedono oggi di essere comprese e accolte», scrive il vescovo, richiamando l’accoglienza dei migranti, le gravi carenze e disfunzioni della sanità pubblica, l’inclusione delle persone con disabilità, la volontà politico-amministrativa di elaborare leggi che abbandonano alla solitudine e alla morte coloro che sono nelle condizioni terminali della vita e il dolore di tanti, soprattutto giovani, causato nel mondo del lavoro dalle minacce occupazionali, dalla disoccupazione e dal precariato.









