|Il viaggio apostolico

"Nessuno può inginocchiarsi al Signore e disprezzare il fratello", "Portiamo tra la gente amore, pace e giustizia. Aiutiamo chi soffre" le parole di Prevost. Poi la processione del Corpus Domini

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Basta “egoismo” e “indifferenza”, costruiamo “un mondo nuovo”. Questo l’appello che il Papa rivolge in occasione della messa in Plaza Cibeles, a Madrid. Messa con un milione e 200mila fedeli che hanno accolto il messaggio di Leone XIV in occasione della solennità del Corpus Domini. "Non si tratta di una manifestazione esteriore, di una sopravvivenza folkloristica o di un semplice ornamento estetico: qui si tratta della fede nella presenza del Signore Risorto, che è vivo e passa ancora in mezzo a noi, che si fa pane per la nostra fame di vita e visita gli angoli del nostro cuore e della nostra storia, anche quelli più oscuri”, ha detto.“Non si tratta solo di portare fuori un ostensorio, quanto - ha sottolineato - di lasciarci noi stessi portare fuori dall’egoismo, dall’indifferenza, da una fede comoda e privata, per rispondere al suo invito alla conversione, a cambiare sguardo, accogliendo la sua presenza che ci cambia e ci rende costruttori di un mondo nuovo. Perciò, la memoria storica delle processioni del Corpus Domini non si lascia imprigionare da un ricordo nostalgico; essa diventa invece un invito per l’oggi, per la nostra vita personale, per le nostre relazioni, per la società, per la costruzione del futuro. Si tratta di “ricordare” proprio per non dimenticare chi è il Signore, per non cadere nella tentazione di affidarsi ad altri idoli e nutrirsi di un pane che non sazia”.La messa del Papa a Madrid: "Nessuno può inginocchiarsi al Signore e disprezzare il fratello"Il Papa ha affidato “una consegna per la Spagna di oggi e di domani: la religiosità che da secoli anima questo Paese non sia un museo del passato da visitare, ma una scuola di fede dalla quale attingere anche oggi”. “ Una scuola - ha puntualizzato - che ci insegna a inginocchiarci davanti a Dio e davanti al prossimo, perché nessuno può inginocchiarsi al Signore e disprezzare il fratello; una scuola che ci insegna la gratuità dell’amore che si fa dono, perché circoli tra di noi e spezzi le catene di ogni egoismo; una scuola da cui apprendiamo che Dio è presenza reale e anche noi siamo chiamati ad essere presenti nelle situazioni e nelle sfide della società, a non fuggire, a impegnarci in prima persona per la costruzione del bene comune”."Portiamo tra la gente amore, pace e giustizia. Aiutiamo chi soffre"“Apriamoci all’incontro con” il Signore, “lasciamo che Egli disseti le aridità del nostro cuore, per uscire poi sulle strade della vita e della storia e portare tra la gente questa corrente di acqua fresca, corrente di amore, di pace, di giustizia e di gioia”, le parole del Pontefice durante la messa in Plaza Cibeles. E ancora: “Abbeveriamoci di nuovo da questa fonte eucaristica, - l’invito di Leone ai fedeli - che non ci chiude in una devozione privata ma ci manda a irrigare i fratelli, le famiglie, i poveri, coloro che soffrono, coloro che hanno perduto la speranza. La grazia eucaristica ci trasforma, ma ci rende anche protagonisti della trasformazione della storia e segno di speranza per coloro che incontriamo”.