“Non si tratta solo di portare fuori un ostensorio, quanto di lasciarci noi stessi portare fuori dall'egoismo, dall'indifferenza, da una fede comoda e privata, per rispondere al suo invito alla conversione, a cambiare sguardo, accogliendo la sua presenza che ci cambia e ci rende costruttori di un mondo nuovo”: così il papa Leone nella messa in Plaza de Cibeles a Madid di fronte a un milione e 200mila fedeli secondo la stima delle autorità locali. Dopo la messa, il Papa guiderà la processione del Corpus domini. Lui stesso spiega il senso del rito: “Il Cristo che passa per le strade nell'ostensorio è lo stesso che si identifica con i poveri, i malati, i soli e gli scartati”.
Nella messa per il Corpus Domini, celebrata a Madrid, il Papa lascia una “consegna per la Spagna di oggi e di domani: la religiosità che da secoli anima questo Paese non sia un museo del passato da visitare, ma una scuola di fede dalla quale attingere anche oggi”. “Una scuola - ha sottolineato Leone - che ci insegna a inginocchiarci davanti a Dio e davanti al prossimo, perché nessuno può inginocchiarsi al Signore e disprezzare il fratello; una scuola che ci insegna la gratuità dell'amore che si fa dono, perché circoli tra di noi e spezzi le catene di ogni egoismo; una scuola da cui apprendiamo che Dio è presenza reale e anche noi siamo chiamati ad essere presenti nelle situazioni e nelle sfide della società, a non fuggire, a impegnarci in prima persona per la costruzione del bene comune”. Per consentire ai fedeli presenti di ricevere l'Eucarestia, si stanno impiegando 2.300 calici alla messa per il Corpus Domini officiata dal Papa a Madrid.










