Madrid scende in piazza per accogliere e abbracciare Papa Leone: oltre 1 milione e 200 mila persone hanno inondato le strade della capitale iberica per partecipare alla messa e alla processione solenne del Corpus domini anche dai maxi schermi. E' l'evento di devozione di massa che Prevost tanto desiderava rimettendo piede da Pontefice, dopo averlo fatto tante volte da priore agostinano, in una Spagna che se da un lato ha fama di "cattolicissima", dall'altro ha subìto negli ultimi decenni un forte processo di secolarizzazione con un vero e proprio crollo dei cattolici praticanti e una crescita degli atei e dei lontani dalla fede. Il Papa si commuove al termine della processione: 40 minuti sotto il caldo afoso di Madrid in cui ha camminato incedendo lentamente e innalzando il santissimo sacramento per mostrarlo al popolo. Il suo viso quasi sparito sotto le veste color oro come il baldacchino dorato che incornicia l'ostensorio, mentre la folla ha lanciato petali e le campane sono risuonate a festa.
"I riti e le processioni non sono un museo ma Dio in mezzo a noi", ha ammonito alla messa, rincarando: 'Non sono folclore, ci insegnano a inginocchiarci davanti al prossimo'. Il Papa punta il dito anche contro una fede "comoda e privata, chiusa nell'egoismo" mentre "Gesù è con i poveri, i malati, i soli, gli scartati". Nel pomeriggio, Leone riannoda il filo del discorso iniziato all'avvio del suo viaggio. Se sbarcando in Spagna aveva chiesto al mondo di guardare al "dono" e al modello dell'integrazione europea, oggi chiede all'Europa di non mettere da parte la sua impronta cristiana e avere il coraggio di amare la sua identità. "Uno sguardo obiettivo - afferma - rivela che uomini e donne mossi dalla fede hanno costruito ospedali e scuole e iniziative di solidarietà, per questo è lecito chiedersi con onestà se il mondo e in particolare l'Europa avrebbe forgiato la propria identità senza l'impronta spirituale che ha permeato la sua storia".











