Il passo di Leone XIV è sostenuto. Le sue mani stringono sicure l’ostensorio mentre cammina sopra i tappetti di fiori che nella notte sono spuntati lungo una delle vie-simbolo di Madrid: Calle de Alcalá. Con il Santissimo Sacramento passa anche davanti al Metrópolis, il palazzo da cartolina di inizio Novecento che finisce nelle foto ricordo dei turisti. E i bambini lanciano i petali di rosa al Pontefice quando passa. Cinquanta minuti di processione nel cuore della capitale per la solennità del Corpus Domini che il Papa celebra in Spagna, il Paese scelto per il suo quarto viaggio apostolico. Sole a picco. E un “popolo” che si stringe attorno a lui e riempie i viali di plaza de Cibeles, quella che fino a un secolo fa veniva chiamata “plaza de Madrid” e che oggi è il crocevia delle grandi arterie della metropoli. A Madrid l'invasione dei pellegrini per la Messa del Corpus Domini con papa Leone XIV / REUTERSCrocevia anche della fede di una nazione - almeno per una domenica – che scende in strada: in un milione e mezzo si ritrovano intorno alla piazza dove Leone XIV celebra la Messa. In meno di ventiquattro ore il Papa, che Madrid ritrova dopo quindici anni d’assenza, raduna oltre due milioni di persone, fra i 600mila giovani della veglia di sabato sera e la folla che partecipa infinita alla celebrazione del Corpus Domini. Numeri ma soprattutto volti e storie che raccontano di una rinascita della fede, in particolare fra le nuove generazioni di un Paese che un tempo era definito “cattolicissimo” e che negli ultimi decenni si è trovato a essere sempre più in crisi religiosa, secolarizzato e ideologizzato.Papa Leone XIV guida la processione del Corpus Domini a Madrid / ANSAIl Papa si commuove al termine mentre viene acclamato. Per l'intera mattina appare particolarmente a suo agio, complice anche lo spagnolo, lingua a lui cara e familiare per gli anni da missionario e vescovo in Perù. E toni energici per il primo Pontefice statunitense. «Nessuno può inginocchiarsi davanti al Signore e disprezzare il fratello», è il monito che lancia anche una parte del mondo cattolico. Perché, ricorda nell’omelia, l’Eucaristia «non ci chiude in una devozione privata ma ci manda a irrigare i fratelli, le famiglie, i poveri, coloro che soffrono, coloro che hanno perduto la speranza». E ancora: «La grazia eucaristica ci trasforma, ma ci rende anche protagonisti della trasformazione della storia e segno di speranza per coloro che incontriamo». È il cuore del messaggio che Leone XIV affida alla Spagna e tutta la Chiesa nella festa del “pane del cielo”: declinare il Vangelo in impegno sociale. Papa Leone XIV in papamobile fra la folla che ha invaso Madrid per la solennità del Corpus Domini / REUTERS«Non si tratta solo di portare fuori un ostensorio, quanto di lasciarci noi stessi portare fuori dall’egoismo, dall’indifferenza, da una fede comoda e privata, per rispondere al suo invito alla conversione, a cambiare sguardo, accogliendo la sua presenza che ci cambia e ci rende costruttori di un mondo nuovo», spiega durante la Messa che presiede sul grande palco sistemato davanti al municipio di Madrid, il Palacio de Comunicaciones, dove prima della liturgia il sindaco José Luis Martínez-Almeida, esponente del Partito popolare, gli consegna le chiavi della città. «Il Cristo che passa per le strade nell’ostensorio è lo stesso che si identifica con i poveri, i malati, i soli e gli scartati», è l’altra consegna di Leone XIV.La Messa per la solennità del Corpus Domini presieduta da papa Leone XIV a Madrid / REUTERSIl Papa richiama le origini della solennità. «Dio è presenza reale e anche noi siamo chiamati ad essere presenti nelle situazioni e nelle sfide della società, a non fuggire, a impegnarci in prima persona per la costruzione del bene comune», avverte. Tanto da chiedere a tutta la comunità ecclesiale di farsi «pane spezzato, donato» fra le pieghe del quotidiano. Leone XIV sa bene che il Corpus Domini è appuntamento legato alla devozione popolare: sia della nazione che lo accoglie, sia di molti Paesi del mondo. «Le solenni processioni di questo giorno hanno plasmato per secoli la pietà, l’arte, la musica, l’architettura e la vita del popolo spagnolo e, ancora oggi, esprimono e manifestano il sentimento spirituale di questo Paese anche attraverso la bellezza e l’eleganza dei tappeti floreali, degli altari nelle strade, della cura degli ostensori e degli espositori, dei canti e dei paramenti», sottolinea. Eppure «la loro memoria storica non si lascia imprigionare da un ricordo nostalgico; essa diventa un invito per l’oggi, per la nostra vita personale, per le nostre relazioni, per la società, per la costruzione del futuro». Perché il sacramento dell’altare è «il dono della presenza viva di Cristo in mezzo a noi».
In due milioni con il Papa a Madrid. «Nessuno può inginocchiarsi davanti al Signore e disprezzare il fratello»
Leone XIV celebra il Corpus Domini in Spagna e porta a piedi il Santissimo fra le strade della capitale. La metropoli invasa di pellegrini. «L’Eucaristia ci chiama ad essere presenti nelle situazioni e nelle sfide della società. No all’egoismo e a una fede comoda. Il Vangelo chiede di impegnarci in prima persona per il bene comune». La vicinanza agli ultimi: «Nei poveri, nei malati, negli scartati il Cristo che è nell’ostensorio».
Papa Leone XIV celebra il Corpus Domini a Madrid, radunando 2 milioni di fedeli (600mila giovani in veglia sabato, resto domenica). Il Papa ribadisce che l'Eucaristia non è devozione privata ma impegno verso i poveri, gli scartati, conversione e bene comune.










