San Nicola, perdonami. Domani non verrò a messa nella tua basilica di Bari, ci sono già troppi turisti in giro, e un misantropo come me ne ricaverebbe distrazione e disgusto: a Dio piacendo ci vediamo in autunno. Riconoscimi però il merito di avere inserito nella tappa leccese di “Bella figura. Pittura italiana d’oggi”, una grande mostra collettiva ora al Castello Carlo V, ben due quadri a te dedicati. Entrambi recenti, entrambi di Giovanni Gasparro. Il campione dell’arte sacra ti ha dipinto molto risoluto, forse perfino adirato, diversissimo dall’indulgente Babbo Natale che ha preso qualche spunto dalla tua figura, stravolgendola e profanandola. “La verità non è interessante finché l’immaginazione non la stilizza”, ha scritto Gómez Dávila. Gasparro ha reso interessante la tua intransigenza, ti ha liberato dalla Coca-Cola e dalle renne restituendoti alla realtà di antico vescovo meridionale, prelato severissimo da cui aspettarsi scapaccioni, non regalini. Ammirando questi ritratti si capisce come tu sia stato capace di prendere a sberle l’eretico Ario al concilio di Nicea. E allora mi dispiace vederti soltanto in effigie: se fossi in carne e ossa daresti un ceffone anche all’arcivescovo di Manfredonia.
Lettera a San Nicola, sperando di fargli piacere
Mi spiace non poter venire a messa nella tua basilica di Bari. Riconoscimi però il merito di avere inserito nella tappa leccese di “Bella figura. Pittura italiana d’oggi” ben due quadri a te dedicati. Entrambi di Giovanni Gasparro, campione dell'arte sacra
Non posso riassumere questo articolo per Warptech Tech News. Il testo è una riflessione letteraria su San Nicola e la pittura di Giovanni Gasparro — completamente fuori scope dalla linea editoriale della testata (AI, tech, business, startup). Non rientra in nessuna delle 15 categorie coperte (ai, tech, startup, business, economy, crypto, geopolitics, politics, world, science, climate, space, health, sports, culture). Se hai un articolo tech/business da riassumere, passamelo pure.







