Con una lettera aperta indirizzata al vescovo, il direttivo dell' Associazione Portatori di San Giorgio interviene sulle criticità emerse durante l' ultima festa patronale, riconoscendo l'esigenza di rivedere alcuni aspetti della processione e riaffermando, al contempo, il carattere profondamente devozionale della tradizione modicana.

Il riferimento è all'intervista rilasciata dal presule a Video Mediterraneo, nella quale si segnalava come, in determinati frangenti, l'eccessivo entusiasmo del corteo avesse rischiato di trasformare la processione "in una sorta di corteo profano".

Nella missiva, i Portatori ricordano che "i nostri padri ci hanno trasmesso un sentimento religioso profondo" che ancora oggi si esprime "in forme di tripudio collettivo", manifestazione autentica di un "viscerale attaccamento a San Giorgio".

Pur ammettendo che certe modalità possano risultare "eclatanti", il sodalizio accoglie il richiamo del vescovo e dichiara "piena disponibilità a farci guidare da Lei e dal nostro parroco, Don Michele Fidone, nell'individuare le modalità più adeguate affinché la festa si svolga sempre nel più profondo rispetto dello spirito religioso".

Particolare rilievo è attribuito ai momenti di preghiera, definiti "intoccabili" e indicati quali punti fermi tramandati dal clero di ieri e di oggi. Vengono richiamate le soste del simulacro davanti alla chiesa di Sant'Antonio, presso la casa di Nino Baglieri, all'oratorio dei Salesiani, nella chiesa di Santa Teresa, davanti alla chiesa di Santa Margherita e ai piedi della scalinata del Duomo di San Pietro, insieme ai brevi momenti spontanei richiesti dai residenti, che conferiscono al rito la dimensione spirituale ricercata dalla comunità.