SAN GIORGIO IN BOSCO (PADOVA) - «La mia parrocchia di riferimento è quella del capoluogo poiché frequento abitualmente la chiesa del mio paese di residenza, ossia San Giorgio in Bosco. Le frasi estrapolate dall'omelia non sono però affatto il frutto di chiacchiere: esiste il nome e il cognome preciso di chi ha fornito stralci puntuali della predica di domenica 25 gennaio, ma, per eccesso di zelo istituzionale, ho scelto di non coinvolgere pubblicamente questa persona». Così Nicola Pettenuzzo sindaco di San Giorgio in Bosco replica al commento del parroco di Sant'Anna Morosina don Giuseppe Tonin, ex missionario, dopo aver fatto emergere il "richiamo" della Curia padovana, avendo segnalato le omelie "politiche". Questo dopo che domenica scorsa durante la celebrazione il parroco avrebbe criticato la linea della maggioranza pro ampliamento dello stabilimento di Aqua Vera.

Esprimono solidarietà al parroco invece Alberto Scapin e Chiara Favero di San Giorgio Bene Comune, affermando che non abbia bisogno di ammonimenti da parte del sindaco: «Don Giuseppe non ne ha bisogno, a lui, al suo coraggio e alla sua tenuta intellettuale va la nostra stima. Viene quasi da vergognarsi a dover ricordare l'ovvio a chi dovrebbe frequentare la sua carica pro tempore nel nome della Costituzione e di quell'articolo 21 che ribadisce la libertà di manifestazione del pensiero. Ci ritroviamo un sindaco che si erge ora pure a fine teologo e perito liturgico, giudice del bene e del male che spiega al prete quel che deve dire a messa. Imbarazza dover leggere di piagnucolose missive al vescovo, che forse ha ben altri problemi a cui attendere che un amministratore locale che si sente "offeso" e che sembra invocare una par condicio pure nelle omelie».